Domande frequenti

  • Il sanguinamento è il primo segnale di allarme che il corpo invia per indicare un’infiammazione (gengivite). Se trascurata, può evolvere in parodontite. È fondamentale una valutazione per evitare la perdita di supporto osseo dei denti.

  • Esiste una predisposizione genetica, ma la causa principale è batterica. Con una diagnosi corretta e protocolli di mantenimento personalizzati, possiamo fermare la malattia anche in presenza di familiarità.

  • È una branca della parodontologia che si occupa di correggere i difetti estetici e funzionali delle gengive, come le recessioni (gengive ritirate). Attraverso piccoli innesti, proteggiamo la radice del dente e miglioriamo l'estetica del sorriso.

  • Grazie alle moderne tecniche di rigenerazione ossea e all'uso di materiali da innesto biomimetici, oggi è possibile inserire impianti in sicurezza anche in casi di atrofia ossea che un tempo venivano considerati impossibili.

  • No. L'intervento viene eseguito in anestesia locale e le tecniche odierne sono minimamente invasive. La maggior parte dei pazienti riferisce un post-operatorio assolutamente gestibile con comuni analgesici, simile a una semplice estrazione.

  • Un impianto può durare decenni, potenzialmente tutta la vita. Tuttavia, è fondamentale prevenire la perimplantite attraverso controlli regolari e una corretta igiene orale, esattamente come faremmo con i denti naturali.

  • La recessione gengivale (il cosiddetto "ritiro delle gengive") non è solo un problema estetico, ma può causare sensibilità dentale e aumentare il rischio di carie radicolari. È importante chiarire subito un punto: la gengiva persa non ricresce da sola.

    Tuttavia, esistono diverse soluzioni professionali a seconda della gravità e della causa del problema.

    1. Identificare la Causa (Fondamentale)

    Prima di "riparare", bisogna fermare il processo. Le cause più comuni sono:

    • Spazzolamento traumatico: Usare troppa forza o setole troppo dure.

    • Malattia parodontale: L'accumulo di placca e tartaro distrugge i tessuti di sostegno.

    • Malocclusione: Denti non allineati che subiscono carichi masticatori eccessivi.

    • Fumo e genetica: Fattori che indeboliscono la salute dei tessuti.

    2. Trattamenti Non Chirurgici

    Se la recessione è allo stadio iniziale, l'obiettivo è stabilizzare la situazione:

    • Igiene professionale e Scaling: Pulizia profonda per eliminare il tartaro sotto il bordo gengivale.

    • Desensibilizzazione: Applicazione di vernici o gel al fluoro per ridurre il dolore se la radice è esposta.

    • Correzione della tecnica di spazzolamento: Passaggio a spazzolini elettrici con sensore di pressione o setole morbide.

    3. Soluzioni Chirurgiche (Ricostruzione)

    Per ripristinare il tessuto perduto e coprire la radice esposta, l'odontoiatra può ricorrere alla chirurgia mucogengivale:

    Innesto di tessuto gengivale

    È la tecnica più comune. Si preleva una piccola porzione di tessuto (solitamente dal palato o da un'area vicina) e la si sutura sopra la zona dove la gengiva è receduta.

    Chirurgia con lembo (Pinhole Technique)

    Una tecnica più moderna e meno invasiva (tecnica "del forellino") che prevede di distendere il tessuto gengivale esistente sopra la recessione attraverso un piccolo foro, senza necessità di bisturi o suture tradizionali.

    4. Rigenerazione Tissutale Guidata (GTR)

    In casi più gravi, dove è andato perduto anche l'osso, si utilizzano membrane specifiche o proteine stimolanti per incoraggiare il corpo a rigenerare l'osso e il tessuto connettivo perduto.

  • Lo sviluppo delle recessioni gengivali è quasi sempre il risultato di un mix tra predisposizione genetica e fattori esterni. Possiamo dividere le cause in tre grandi categorie:

    1. Il Trauma Meccanico (Troppo vigore)

    È paradossale, ma spesso chi ha i denti pulitissimi soffre di recessioni. Questo accade per:

    • Spazzolamento errato: Movimenti orizzontali "a sega" o troppa pressione spingono letteralmente la gengiva lontano dal dente.

    • Setole dure: L'uso di spazzolini non adeguati logora il sottile bordo gengivale.

    • Piercing: Il continuo sfregamento di metallo (labret o piercing alla lingua) contro la gengiva causa un'erosione meccanica irreversibile.

    2. L'Attacco Batterico (Infiammazione)

    Qui il problema non è la forza, ma l'accumulo di placca e tartaro:

    • Gengivite e Parodontite: I batteri causano un'infiammazione cronica che distrugge le fibre che tengono la gengiva attaccata al dente. Se l'osso sotto la gengiva si riassorbe a causa dell'infezione, la gengiva lo segue e "cade" verso il basso.

    3. Fattori Strutturali e Biologici

    A volte la causa è semplicemente "come siamo fatti":

    • Biotipo sottile: Alcune persone nascono con gengive molto sottili e delicate che si ritirano al minimo stress.

    • Denti storti o Malocclusione: Se un dente è troppo sporgente, l'osso che lo copre è sottilissimo o assente; in questo caso, la gengiva non ha un supporto solido e si ritira facilmente.

    • Bruxismo: Digrignare i denti crea micro-tensioni al colletto del dente che possono favorire il distacco del margine gengivale.

  • Per un paziente sano, la frequenza ideale è ogni 6 mesi. Tuttavia, per chi soffre di problemi parodontali o ha molti impianti, consiglio richiami ogni 3 o 4 mesi per monitorare lo stato dei tessuti e prevenire recidive.

  • È l’uso di tecnologie come lo scanner intraorale e la progettazione 3D per eliminare le fastidiose impronte tradizionali e ottenere restauri (corone o faccette) estremamente precisi, veloci e naturali.

  • Sì. Il dente devitalizzato non sente il dolore, ma i batteri possono comunque attaccare la struttura esterna. Per questo i controlli periodici sono vitali anche sui denti trattati endodonticamente.